Il giorno sulla bilancia alza la luce alla notte e abbaglia la luna poco pratica di cose le fa a pezzi e nascono le stelle. Non potevo dirtelo all’alba quando le cose erano ancora piatte sdraiate all’orizzonte, non potevo dirtelo a pranzo quando le cose erano nel piatto scodellate dai libri e dalle strade asfaltate, non potevo dirtelo in comitiva quando le ombre oscuravano il sole, non potevo dirtelo a cena perché le ombre si conformavano alla notte e le luci si conformavano al sole, posso dirtelo ora che le luci della discoteca sono state spente dall’alcol e la sbronza ricovera il passato nel dolce del fermento e nell’amaro del malto, del luppolo, del mondo prelibato del grano. Per quanto io abbia saputo del cielo e della terra, il sole erra senza sosta, la luna lo perde ogni mese un po’ ma mai del tutto, ed è tutto ciò che è mancato a ciò che è stato, raccolto dalla scuola per il mercato, il passato è tutto ciò che ti ho lasciato. Voglio parole nuove, dolci prove del presente, tenere immagini per il futuro, un cambiamento vero della vita che ricomincia dalle nuvole per l’allegria, senza gioia senza follia.